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13 settembre 2017

Serbia, le origini del successo sportivo: talento naturale, dna e passione!

Quando formavano parte dell’ex Jugoslavia erano dominatori indiscussi nei più importanti sport di squadra come il basket, la pallanuoto e la pallavolo.
Il paese dopo la guerra ha dovuto cambiare denominazione e confini addirittura quattro volte poi nel 2006 è diventato semplicemente Serbia. Tuttavia il caos politico che c’è stato in questo paese dopo la tragedia della guerra non ha tolto neanche una briciola di energia, almeno in questo importante settore, che è lo sport.

Sono venuta quindi a Belgrado per cercare di scoprire qual’è il loro segreto e per seguire le tracce di questo ineguagliabile sommatoria di successi sportivi.
E quindi eccomi sulle gradinate della tribuna stampa dove abbiamo una buona prospettiva dello stadio dove si sta allenando la Serbia-calcio. Da questa prospettiva si può ben vedere il lavoro di Prosinecki, il “capo”.
A fine allenamento, al bar dello stadio, mi ha parlato del grosso problema che dovrà affrontare questa disciplina in Serbia:- I giocatori vanno via subito dal proprio club e quindi non c’è continuità di lavoro, e lo fanno solo per motivi economici e di prestigio. Se a questo si aggiunge che le Società non sono economicamente solide ecco che si capisce questa specie di rassegnazione che c’è nel calcio, almeno da noi. Ma a livello nazionale danno tutti più del massimo, sono tutti davvero encomiabili.
Se poi si passa alla pallanuoto, un altro sport dove la Serbia è fra le migliori squadre del mondo. Questo sport d’acqua è stato campione del mondo nel 1986, nel 1991, nel 2005 e nel 2006. L’attuale responsabile Dejan Udovic mi ha spiegato che questo grande successo si basa su due componenti molto importanti: Giocatori molto validi ed un grande sistema di educazione sportiva nelle giovanili. Ed anche il Governo ci mette tanto del suo, perchè considera l’attività sportiva una grossa priorità ed una bella opportunità per tantissimi giovani serbi.
Un altro sport che vede la Serbia fra le primissime squadre al mondo è la pallavolo. A tale proposito ho intervistato forse la figura più importante di questo sport in questo paese balcanico, Ivan Miljkovic (presidente della Federazione serba): Porto con me e lo metto a disposizione dei giovani e dei dirigenti un bellissimo palmares con otto premi individuali e l’oro vinto con la nazionale ai giochi di Sidney.
Sottolinea:- Quando un giovane entra nelle squadre nazionali, dopo lo stress iniziale, sa che farà parte di una squadra che dovrà essere vincente sempre o quasi sempre, quindi ci sarà solo da seguire il gruppo per ottenere tutti insieme, altri successi.
Questa filosofia va a pennello anche nel basket, me l’anno sottolineato alcuni giornalisti che con me hanno curato questa inchiesta, anche se a dover del vero non sono riuscita a parlare con qualche “pezzo importante” di questa disciplina, anch’essa ai vertici in Europa ed oltre.

Tutte queste conquiste influiscono sul Paese in due modi: Per prima cosa, ricostruendo la sua immagine a livello mondiale. La Serbia continua a non avere una bella immagine nel mondo anzi, a causa di tutto quello che è accaduto e del suo comportamento in quella guerra fratricida.
Questo lo ammettono tutti i giornalisti da me intervistati in proposito e tutti sottolineano che lo sport ed i loro successi sono e saranno una grande e bella pubblicità. Tuttavia tutti considerano che il danno è stato troppo grande per ripararvi in così poco tempo – Dobbiamo quindi solo aspettare ed avere fiducia , dicono in coro. In secondo luogo questi successi servono molte volte come cortina di fumo per sorvolare su altri problemi che la Serbia si trova oggi a dover affrontare e la più importante è la disoccupazione giovanile.
In tanti dicono:- Ovviamente abbiamo ottenuto e stiamo ottenendo risultati prestigiosi e riconoscimenti in campo culturale e scientifico ma è lo sport il primo motivo di felicità per i giovani del nostro Paese.
La molla che fa scattare verso lo sport tantissimi giovani. Ha continuato il coach Miljkovic:- Le imprese sportive hanno fatto vedere a tutta la Serbia che i suoi giovani si allenano e giocano in modo duro e danno il meglio di se stessi per la nostra nazione. Spero che tutto questo possa aiutare tutti a dimenticare tutti quei momenti e fatti del nostro incredibile e pazzo passato.

La Serbia non è comparabile a quei Paesi che vedono nascere ogni anno nei propri vivai atleti di spicco, perchè l’appoggio istituzionale in questa nazione balcanica è scarso e quasi nullo, il sostentamento principale dei vari atleti sono le famiglie e gli sponsor. Un atleta durante le mie interviste mi ha detto:- Mio padre aveva tre lavori per mantenere la mia attività e per portarli avanti non mostrava alcun sacrificio
Ma allora qual’è il segreto di tanti successi della Serbia?
Prosinecki scuote la testa e mi dice:- Non so spiegarmelo nemmeno io.
Ci sono meno strutture, fuori dalla Scuola, e meno soldi che in altri Paesi, ma i talenti escono di continuo.
Secondo Viskovic (altro uomo di sport intervistato) pensa che la chiave sia nel talento naturale che c’è nel dna dei giovani serbi e nella vera passione che essi hanno per cercare di arrivare ai successi ed anche agli sforzi che tutti loro mettono nei loro allenamenti senza mai tirarsi indietro o lamentarsi.
Mentre Ivan Mikjkovic sottolinea che tutti hanno sofferto ciò che hanno passato da giovanissimi e per quello che hanno visto accadere alle loro famiglie.
Ora vedono solo nei successi e nelle vittorie la vera e più giusta panacea.

Durante questa tappa a Belgrado non ho di certo trovato alcuna evidenza scientifica che lo dimostri ma ciò che sembra indiscutibilmente chiaro è che il successo sportivo forma gran parte dell’identità della Serbia e dei suoi giovani.

Questo pezzo fa parte di una serie di reportage (tutti inediti) sui paesi balcanici, con il finanziamento della Commissione Europea, ed è stato curato dalla giornalista Cristina Cartes.


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